Week End nel Parco Nazionale del Cilento

del 04-05 settembre 2021: Escursione all’Inghiottitoio di Vallivona (sabato 04 settembre 2021) - Costa della Masseta e Spiaggia della Molara (domenica 05 settembre 2021)

 

Carissimi,

Dopo aver dovuto annullare l’’escursione prevista il 29 agosto proviamo a ripartire con uno stupendo week end fuori regione.

Nel weekend del 4-5 settembre è prevista una bellissima escursione nel Parco Nazionale del Cilento, organizzata dai nostri soci Dante Volpintesta e Rosa Libera Pellicori. Al fine di consentire agli organizzatori di effettuare le prenotazioni nelle strutture che ci ospiteranno, si prega di confermare la propria partecipazione entro il primo settembre.

Si segnala che è stato aperto un canale Telegram dell’associazione, a cui ci si può iscrivere utilizzando il seguente link: Telegram: Join Group Chat

L’escursione s’intende riservata ai soli soci.

Vi aspettiamo.

Il Direttivo

 

 

 

Sabato 04 settembre 2021:

ESCURSIONE ALL’INGHIOTTITOIO DI VALLIVONA DA SANZA

Note tecniche

Numero di partecipanti: massimo 20.

Tipo di percorso: sentiero.

Codice del sentiero: -

Lunghezza: circa 12 km.

Dislivello: circa 600 metri.

Distanza Luogo appuntamento - località inizio escursione: 330 km A/R (Autostrada A2 del Mediterraneo).

Tempo di percorrenza: 6 h.

Livello tecnico: Escursionistico (E).

 

Vestizione: Abbigliamento estivo da montagna, guscio antivento e possibilmente impermeabile, cappellino, bastoncini da trekking, occhiali da sole, mantellina antipioggia.

Scarpe: Trekking estive.

Attrezzatura: bastoncini, lampada frontale, (opzionali: binocolo, macchina fotografica).

Zaino: escursionistico obbligatorio 25/30 L.

Pranzo: a sacco.

Alimentazione: alimenti pronti al consumo rapido, barrette energetiche, frutta disidratata, frutta secca e a guscio, almeno 1,5 litri di acqua, tavoletta di cioccolata fondente, fette di pane già pronte con affettati, formaggi ecc., pezzetti di formaggio.

Indicazione di sorgenti lungo il percorso: SI.

Equipaggiarsi del ricambio di maglietta interna da sostituire se sudata.

  

Descrizione

È un sentiero ben segnalato, in sostanza è una strada sterrata che arriva fino alle cascate delle sorgenti del Bussento. Dopodiché inizia un altro percorso, sempre su strada sterrata e anch'esso ben segnalato, che porta all'inghiottitoio di Vallivona. Il ritorno Vallivona-Ponte Inferno è naturalmente tutta in discesa. Il sentiero inizia in prossimità del colle del Pero. Il percorso non è segnalato e ci sono tratti in forte pendenza.

L' Affondatore di Vallivona (chiamato anche Inghiottitoio) si trova sul versante sud occidentale del monte Cervati ad una quota di 1100 m./slm. Rappresenta una traccia del glacialismo quaternario successivamente modificato in depressione carsica di quest'area. Era una grotta di attraversamento che raccoglieva le acque d'alta quota, queste scorrendo sul flysh miocenico presente, raggiungevano il portale nel quale si inabissavano per riaffiorare a Varco la Peta e Montemenzano. Questo corso d'acqua era in realtà l'alta via del Bussento che ha lasciato traccia del suo percorso nei condotti fossili posti al di sopra di quelli attivi. Negli anni '70 vengono costruiti una diga, che sbarra l'ingresso della grotta, e una galleria artificiale per drenarne le acque. Attualmente, l'ingresso al portale (alto circa 20 m. e sovrastato da una parete di circa 60 m.) si raggiunge tramite la galleria artificiale lunga circa 200 m.

La vera protagonista di questa escursione è l'acqua. Quando la sua forza modella le rocce calcaree e la sua voce risuona nelle gole tenebrose il paesaggio si trasforma, si arricchisce di nuove meraviglie e si carica di suggestioni inesprimibili. Come quelle che prova l'escursionista quando sale lungo il Vallone dell'Inferno fino alle sorgenti del Bussento o quando, attraversato un tunnel scavato nella roccia, si trova improvvisamente nella "bocca" di un enorme inghiottitoio, imponente esempio di ciò che la natura riesce a creare in milioni di anni. L'impeto dell'acqua ha modellato un cratere alto fino a 100 metri le cui pareti interne sono tappezzate di vegetazione igrofila: una vera e propria oasi nascosta tra le ripide rocce calcaree, ulteriormente abbellita da una piccola cascata e da un laghetto alimentato dall'acqua piovana.

 

Curiosità

La fede, si sa, è un sentimento molto forte che pervade l’essere umano che ad esso di abbandona completamente, compiendo spesso gesti carichi di amore. E sono proprio l’amore e la forte devozione i sentimenti che accompagnano i fedeli lungo il monte Cervati che con i suoi 1899 metri è la vetta più alta della Campania.

Ogni anno nella notte tra il 25 e 26 luglio, intorno alle 2.30, le campane della Chiesa Madre di Sanza, piccolo paesino del Cilento, iniziano il loro scampanio per raccogliere i fedeli che da lì a poco accompagneranno la Madonna della Neve lungo le pendici del monte Cervati. Sono venti i chilometri che i devoti compiranno a piedi trasportando a spalla la statua della Madonna del Cervati. Ovviamente tutti in salita. Fino ad arrivare alla vetta del monte dove nel X secolo fu costruito un Santuario dedicato proprio alla Madonna delle Nevi.

In quest’ultimo la statua sarà ospitata per dieci giorni, fino all’alba del 5 agosto. Quando sempre i fedeli compiranno il percorso a ritroso, per poi ritrovarsi nuovamente nella Chiesa Madre di Sanza e dare inizio ai solenni festeggiamenti in suo onore. Questa pratica, ormai millenaria, richiama migliaia di fedeli e devoti che ogni anno si ritrovano ai piedi del monte Cervati per compiere questo viaggio insieme alla loro amata e venerata Madonna.

 

Cosa visiteremo in questa giornata d’escursione: 

Borgo di Sanza

Sanza è un paese del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano posto a 558 metri sul livello del mare, nella valle del Bussento, alle pendici del monte Cariusi. Secondo l'ipotesi più probabile il nome deriva dal latino sampsa, sansa, che sarebbe il residuo della spremitura delle olive (noccioli), in riferimento agli olivi presenti in zona. Il suo borgo conserva la struttura tipica del centro fortificato medievale con le abitazioni che seguono in maniera concentrica le curve di livello e sono raccolte intorno alla chiesa madre. 

Passeggiando per le stradine ci si disorienta facilmente, ma è proprio questo il bello di Sanza: girovagare casualmente, così da scoprire i bei palazzi, la Porta Pungente, una delle cinque porte che permettevano di entrare nel paese. I due principali palazzi sono: Palazzo Curcio, che presenta un maestoso portale in bugnato con le ante della porta in legno rafforzate da chiodi; il Palazzo Baronale, residenza dei Sanseverino, padroni di Sanza dalla fine del '600 sino al 1781. Nella Piazza del Plebiscito, cuore del paese, si trova la Chiesa di S. Maria Assunta, risulta documentata per la prima volta agli inizi del XIV secolo. A pochi passi troviamo la Cappella della Madonna della Neve fondata nel 1863 dalla famiglia Campolongo. Di particolare interesse è la statua lignea della Vergine col Bambino collocata nella nicchia sopra l'altare, presumibilmente realizzata in ambito napoletano, su commissione dei Campolongo, nella seconda metà dell'Ottocento. A questo stesso periodo risale il notevole altare marmoreo. Più avanti nella Piazzetta di S. Martino è presente un'alta torre campanaria, nota come Torre Medievale che è ciò che rimane della chiesa medievale di S. Martino. Questa, a partire dalla metà del '700, fu utilizzato come pubblico orologio.

Il 28 giugno il piroscafo Cagliari attraccò a Sapri (SA) con 323 detenuti liberati dal carcere di Ponza.Inoltre, il 2 luglio 1857 muore a Sanza massacrato da una folla di contadini Carlo Pisacane (38 anni) militare, Patriota rivoluzionario Risorgimentale e Difensore della Repubblica Romana del 1849.

Non avendo trovato traccia della sperata insurrezione (a cui avrebbe dovuto lavorare il comitato napoletano) Pisacane e i suoi cercarono invano di far sollevare le popolazioni di Torraca (SA); il 30 arrivarono a Casalnuovo (SA) e il primo luglio a Padula (SA) dove si scontrarono con i soldati borbonici che, aiutati dalla popolazione, riuscirono ad avere il sopravvento sui rivoltosi.

Garibaldi aveva sempre espresso forti perplessità sull’azione progettata da Pisacane considerandola troppo avventata e non sufficientemente organizzata ma la sfortunata spedizione di Pisacane sarà di forte ispirazione per quella guidata da Garibaldi tre anni dopo nel 1860 (I Mille) che realizzerà, anche se parzialmente, il sogno di Pisacane.Pisacane e circa 80 superstiti furono costretti a fuggire a Sanza (SA). Qui il giorno seguente il parroco del paese don Francesco Bianco fece suonare le campane per avvertire il popolo dell’arrivo dei “briganti “. Così si concluse la sfortunata storia di questa insurrezione: infatti i contadini aggredirono i rivoltosi trucidandoli con ferocia e massacrando anche Pisacane (alcune ipotesi storiche dicono che rimasto ferito si sia tolto la vita nella battaglia per non cadere prigioniero). I pochi superstiti vennero processati e condannati a morte: la pena verrà in seguito commutata in ergastolo.

Sul luogo della morte di Pisacane e dei suoi compagni fu messo un cippo sepolcrale con questa iscrizione:

“Nuovo Decio disfidante il fato CARLO PISACANE da queste plebe livide di strage ruinava alla morte nè mai selvaggia tirannide strappò all’avvenire della patria un più eroico cuore.”

I resti di Pisacane e di molti suoi compagni sono andati dispersi. Sul generoso e tragico tentativo rivoluzionario di Pisacane e dei suoi compagni il poeta Luigi Mercantini (1821- 1872) scriverà nel 1858 la celebre poesia La spigolatrice di Sapri:

… Eran trecento e non voller fuggire;

parean tremila e vollero morire:

ma vollero morir col ferro in mano

e avanti a loro correa sangue il piano:

fin che pugnar vid’io per lor pregai

ma a un tratto venni men né più guardai:

io non vedea più fra mezzo a loro

quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro.

Eran trecento, eran giovani e forti e sono morti.

 

Domenica 05 settembre 2021:

COSTA DELLA MASSETA E SPIAGGIA DELLA MOLARA DA SAN GIOVANNI A PIRO

Note tecniche

Numero di partecipanti: massimo 20.

Tipo di percorso: sentiero.

Codice del sentiero: -

Lunghezza: circa 5 km.

Dislivello: circa 540 metri in discesa.

Distanza Luogo appuntamento - località inizio escursione: si parte da dove si alloggia (Hotel La Pergola).

Tempo di percorrenza: 3 h.

Livello tecnico: Escursionistico (E).

Vestizione: Abbigliamento estivo da trekking, guscio antivento e possibilmente impermeabile, cappellino, bastoncini da trekking, occhiali da sole, mantellina antipioggia.

Scarpe: Trekking estive.

Attrezzatura: bastoncini, crema solare, scarpe per gli scogli, costume da bagno, telo da mare (opzionali: binocolo, macchina fotografica).

Zaino: escursionistico obbligatorio 30/35 L.

Pranzo: a sacco.

Alimentazione: alimenti pronti al consumo rapido, barrette energetiche, frutta disidratata, frutta secca e a guscio, almeno 1,5 litri di acqua, tavoletta di cioccolata fondente, fette di pane già pronte con affettati, formaggi ecc., pezzetti di formaggio.

Indicazione di sorgenti lungo il percorso: NO.

Equipaggiarsi del ricambio di maglietta interna da sostituire se sudata.

 

Tratto Ciolandrea - Torre Spinosa - Scario

Descrizione

Partenza dall’Hotel La Pergola di San Giovanni a Piro, attraversamento dei vicoli del borgo, fino a raggiungere in prossimità di una chiesa, il sentiero in discesa e successivamente in salita, che ci porterà al Santuario di Pietrasanta. Da qui, percorrendo un breve tratto di strada asfaltata, arriveremo al pianoro di Ciolandrea, da dove è possibile ammirare il Golfo di Policastro, la costa lucana, dove è chiaramente visibile il Cristo di Maratea, quella calabra e, nelle giornate più terse, la sagoma dello Stromboli nelle isole Eolie. Il sentiero continua attraversando la collina che domina l’area marina protetta della Costa della Masseta, uno dei più spettacolari e selvaggi paesaggi naturalistici del Mediterraneo. Proseguendo in discesa in direzione S-O si giunge ai piedi di Torre Spinosa, posto che offre una bellissima prospettiva del borgo marinaro di Scario. Proseguendo sempre lungo il sentiero, seguito da una carrareccia, si giunge al promontorio dell’omonima punta. Si interseca quindi il sentiero che segue la linea di costa, per continuare sulla destra, fino ad attraversare un’antica “carcara” e raggiungere così la cosiddetta Grotta dell’Acqua. Dopo la visita alla grotta, si ritorna indietro per raggiungere la Spiaggia della Molara, dove ci ristoreremo con un fresco bagno, e dove consumeremo il pranzo a sacco. Successivamente si continua lungo il sentiero, si percorre un breve tratto di strada asfaltata e si scende lungo una delle caratteristiche scale in pietra della località rivierasca di Scario, fino a raggiungere il lungomare e successivamente la Chiesa dell’Immacolata, dove terminerà la nostra escursione.

 

La Spiaggia della Molara deve anticamente il suo nome, alla pietra che qui si ricavava per la realizzazione delle “mole” nei frantoi, dalla cui “frangitura o molitura”, si ricavava l’ottimo olio cilentano, della varietà cosiddetta di “oliva pisciottana”.Curiosità

 

Cosa visiteremo in questa giornata d’escursione: 

Scario

Scario è un paese del Parco nazionale del Parco del Cilento e Vallo di Diano, maggiore frazione di San Giovanni a Piro e meta turistica di rilievo per la qualità delle sue acque e per la sua posizione. Molte ipotesi sono state avanzate, circa l'origine del nome Scario, da vari studiosi di toponomastica. Alcuni hanno voluto far derivare l'attuale toponimo dal termine greco Skariòs = piccolo cantiere navale, altri hanno voluto far derivare Scario da "scarico", in considerazione del fatto che, nei tempi passati, in mancanza di normali vie di comunicazione terrestre e di mezzi idonei, i trasporti avvenivano esclusivamente per via mare a mezzo di grossi bastimenti a vela e veniva chiamato "scario", sincopato di "scarico", il luogo dove avveniva il carico e lo scarico. Secondo la tradizione locale, intorno all'anno 1000 a.C., alcuni popoli sabellici sarebbero giunti in queste plaghe e, attratti dalla mitezza del clima e dalla bellezza del sito, vi avrebbero trasportato i propri armenti ed eretto l'ara delle loro divinità. Tali popolazioni sarebbero rimaste in questi luoghi per circa cinque secoli, fino, cioè, all'inizio della grande espansione coloniale ellenica nell'Italia meridionale. Nel 470 a.C. i Greci di Clistene, in cerca di nuove terre da coltivare e di nuovi approdi per i loro traffici, sarebbero stati gettati da una furiosa tempesta nella Marina dell'Olivo ed avrebbero messo in fuga i pacifici Sabelli, costringendoli a rifugiarsi sui monti. Clistene, attratto dal fascino del paesaggio, così somigliante a quello della madre patria, si sarebbe stabilito sul posto con i suoi compagni, dando vita ad un piccolo villaggio cui avrebbe posto il nome di Skaiòs, termine che significava "poco propizio", "sfavorevole", ad indicare, evidentemente, la triste circostanza del naufragio. L'esistenza di tale insediamento è assai attendibile in quanto, nel 1924, nel corso di scavi operati per la costruzione del cimitero di Scario, furono rinvenuti presso la Marina dell'Olivo alcuni reperti archeologici risalenti ad epoca remotissima. Dal porto di Scario partono diverse escursioni ad una delle località più attrattive del parco: Punta degli Infreschi. La costa che da Scario arriva fino a Marina di Camerota è disseminata di grotte carsiche, di cale raggiungibili solo dal mare e di torri di avvistamento. Inoltre le acque di questa parte di golfo sono molto limpide e ricche di flora e fauna marina, probabilmente a causa della natura carsica delle rocce e alla conseguente presenza di sorgenti sottomarine di acqua dolce e a temperatura più bassa.

Ritrovo: ore 08.15, Svincolo Rende - Cosenza Nord Autostrada A2 del Mediterraneo - Complesso Commerciale Marconi Quattromiglia Rende (lato McDonald’s).

Situazione Covid-19, vedi regole aggiornate FIE.

  1. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3%20-%20%20Partecipanti.pdf
  2. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3.pdf

Trasferimento sul posto: mediante autovetture private, possibilmente organizzate in gruppi di massimo 4 persone.

 

Costo previsto del week-end escursionistico nel Cilento: € 50,00 a persona, comprensivo di: 

-          Soggiorno presso Hotel La Pergola di San Giovanni a Piro (SA):

·         Cena

·         Pernottamento

·         Prima Colazione

·         Pranzo a Sacco di domenica

 

Organizzatori di Escursione

Dante Volpintesta, Rosa Libera Pellicori

 

Prenotazioni

Dante Volpintesta: tel. +39 347 93 98 735 (email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. )

 

Termine prenotazioni mercoledì, 01 settembre 2021 con acconto anticipato di € 15 su

Cod. IBAN: IT 36 O 03069 16206 100000005933.

Intestatario: Dante Volpitesta

Causale: Partecipazione escursione AdM 4-5 settembre (acconto) - Nome e cognome dei partecipanti

L’escursione AdM è sempre una festa e la persona è al centro dell’attenzione nella cornice meravigliosa delle montagne.

Al termine dell’escursione, come da ormai “prassi” consolidata, ci fermeremo ad un bar per la famosa “ufficializzazione AdM” per bere una birra, una cioccolata calda, o un the caldo, tutti insieme e sgranocchiare qualche snack (30 - 40 min. max.). Pertanto, auspichiamo grande partecipazione anche al dopo escursione, mentre invitiamo chi ha necessità di osservare i propri limiti temporali a organizzarsi in proprio con le autovetture, in maniera da non condizionare chi intende fermarsi a questo ulteriore momento di condivisione, di convivialità e di allegria.

Escursione aperta ai soli soci AdM.

Per associarsi è necessario provvedere alla compilazione del modulo (domanda_socio_AdM[1] (admcalabria.it)) che deve essere controfirmato da due già soci, aventi il ruolo di referenti e di presentanti del nuovo socio, e può essere inviato telematicamente alla mail dell’associazione o consegnato a mano agli Organizzatori dell’escursione.

Naturalmente, la richiesta di associazione deve essere accettata dal Consiglio Direttivo AdM.

È possibile provvedere al saldo di tale quota, brevi manu o anche tramite bonifico bancario ai seguenti riferimenti:

Conto Bancoposta IBAN IT32 Y076 0116 2000 0001 7599 879

Num. C/C: 17599879

Titolare: ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MONTAGNA

N.B. l’escursione potrà essere oggetto di annullamento o variazioni, sia per la durata che per la distanza da percorrere, per cause non imputabili ai direttori di escursione ma dovute ad eventuali avverse condizioni meteo.

Sentiero escursionistico (E)

Escursionismo che si svolge su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...) e che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro - silvo - pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli vicine; sono generalmente segnalati con vernice od ometti; è richiesto un discreto allenamento fisico e capacità di orientamento.

Cascate del Marmarico & Lago Giulia

Cari Amici della Montagna

Dopo la brevissima pausa estiva riprendiamo le nostre attività con rinnovato entusiasmo, ma anche con un velo di tristezza e tanta preoccupazione per quanto sta succedendo in Aspromonte e su tante altre delle nostre amate montagne. Abbiamo visitato appena qualche settimana fa uno degli angoli più suggestivi dell’Aspromonte e ci addolora e indigna il pensiero che sia in gran parte nella morsa del fuoco, ostaggio di gente stupida e malvagia. Come Amici della Montagna vogliamo e dobbiamo attivarci di più per proteggere questi luoghi a noi tanto cari e diffondere la cultura del rispetto e della partecipazione per la salvaguardia del nostro territorio.

Questa domenica andremo a trovare un altro complesso montuoso a noi caro, quello delle Serre Vibonesi, attraverso un percorso pieno di storia e di natura. Raggiungeremo infatti la cascata del Marmarico che con i suoi 114m presenta il salto più alto di tutta la Calabria (e dell'Appennino meridionale), partendo dalla Ferdinandea.

Questa escursione non presenta particolari difficoltà, ma la prudenza è sempre richiesta quando si tratta di percorsi come questo che si snodano lungo alvei fluviali.

Si raccomanda la massima puntualità ed il rispetto dell’orario di partenza (9,30 appuntamento a Serra San Bruno), mentre non è previsto un orario di fine perché ciò dipenderà da quanto vorremo sostare ai piedi della cascata.

Vi lasciamo con le parole di Matilde Serao, che è stata una scrittrice/giornalista e la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano (Il Corriere di Roma).

 

«Fresca profonda verde foresta. La luce vi è mite, delicatissima, il cielo pare infinitamente lontano; è deliziosa la freschezza dell'aria; in fondo al burrone canta il torrente; sotto le felci canta il ruscello ...

Si ascende sempre, fra il silenzio, fra la boscaglia fitta, per un'ampia via ...

Tacciono le voci umane ...

Non v'è che questa foresta, immensa, sconfinata: solo quest'alta vegetazione esiste.

Siamo lontani per centinaia di miglia dall'abitato: forse il mondo è morto dietro di noi.

Ma ad un tratto, tra la taciturna serena di questa boscaglia, un che di bianco traspare tra le altezze dei faggi.

Questa è Ferdinandea.»

 

Si segnala che è stato aperto un canale Telegram dell’associazione, a cui ci si può iscrivere utilizzando il seguente link: Telegram: Join Group Chat

L’escursione s’intende riservata ai soli soci.

 

Saluti
Il Direttivo

 

 

Note tecniche

Numero di partecipanti: 20

Tipo di percorso: carrareccia, sentiero, ponti in legno

Lunghezza : 14 km

Dislivello: +/- 650 metri

Quota (min/max) :650 slm, 1100 slm.

Tempo di percorrenza: 6/7 h, rientro previsto entro le 19:00

Livello tecnico: E

Ritrovo: ore 9:30 Serra San Bruno

https://goo.gl/maps/vX684oXbapRGNdfy7

Luogo di Partenza dell’escursione (30/35 circa min per arrivarci, ci si arriva agevolmente):

https://goo.gl/maps/TUKiGEdBEqS5nMG78

 

Situazione Covid-19, vedi regole aggiornate FIE.

  1. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3%20-%20%20Partecipanti.pdf
  2. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3.pdf

Vestizione: a strati. Pantaloni tecnici, maglietta interna in microfibra, maglietta esterna pile/micropile, guscio antivento e possibilmente impermeabile, cappellino, occhiali, mantellina antipioggia, Costume da mare e Scarpette da scoglio, telo e/o accappatoio.

Scarpe: Trekking impermeabili (Obbligatorie)

Attrezzatura: bastoncini, lampada frontale, binocolo ecc.

Zaino: escursionistico obbligatorio, 30 L (consigliato).

Pranzo: a sacco,..

Alimentazione: es. alimenti pronti al consumo rapido, barrette energetiche, frutta disidratata, frutta secca e a guscio, 2 litri di acqua, tavoletta di cioccolata fondente, fette di pane già pronte con affettati, formaggi ecc., pezzetti di formaggio.

NON sono Presenti sorgenti d’acqua (ve ne è soltanto una ad inizio/fine percorso)

Attenzione: non è possibile portare con sé animali domestici (NO CANI).

 

**Equipaggiarsi del ricambio di maglietta interna da sostituire se sudata.

Trasferimento sul posto: mediante autovetture private, possibilmente organizzate in gruppi di massimo 4 persone.

(Attenersi alle Disposizioni COVID)

Compilare e consegnare agli Organizzatori di Escursione la Manleva, di cui in allegato.

http://www.admcalabria.it/images/2020/MODULO%20DI%20AUTODICHIARAZIONE%20COVID%2019.pdf

 

Si raccomanda di prendere atto delle liberatorie e firmarle alla presenza degli Organizzatori di Escursione.

http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria.pdf

 

Liberatoria in caso di partecipazione all’escurisone di un minorenne.

http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria_minore.pdf

 

Accompagnatori di Escursione

Giuseppe Cimino

Rosa Libera Pellicori

Giuseppe Frisini

Daniel Gullì

 


Prenotazioni
Daniel Gullì: tel. 3480762498


Termine prenotazioni venerdì 27 Agosto ore 18.00.



Descrizione

 

Dopo esserci incontrati al punto di ritrovo a Serra San Bruno e verificato la presenza di tutti i partecipanti ci recheremo con le autovetture alla Ferdinandea. Dalla villa borbonica, che ospitò nel 1833 Ferdinando II di Borbone, partirà la nostra escursione. Ci recheremo prima al lago Giulia (che prende il nome della contessa Giulia Panza, realizzato nel 1961 da maestranze locali, il suo invaso di 15.000 metri quadrati ha una capacità di circa 100.000 metri cubi) e poi raggiungeremo la cascata del Marmarico (posta nel territorio del comune di Bivongi (RC), nell'alto corso della fiumara Stilaro, lungo il vallone Folea), che ammireremo in tutta la sua bellezza (114m di salto) da un bellissimo punto panoramico denominato “belvedere” (800 s.l.m.).  “Marmarico", è una parola di origine dialettale e significa "lento" o "pesante", probabilmente dall'impressione che l'acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili. La parola Folèa invece deriva dal greco φωλεὰ e significa nido.

Il tracciato di andata è lo stesso del ritorno, e si caratterizza per un’alternanza di zone alberate e ombrose e tratti scoperti. La discesa alla cascata del Marmarico non presenta particolari criticità ma i tratti assolati (600m circa) e il sentiero sconnesso e pietroso richiedono una certa cautela. Per la prima parte del percorso seguiremo il tracciato dell'antica condotta forzata.

Una volta giunti alla cascata e dopo aver visto il secondo salto e l’ultimo salto delle cascate, chi vorrà potrà svestirsi ed immergersi nelle fresche acque per alleviare la calura. Dopo il bel bagno rigenerante potremo rifocillarci ognuno con i propri vivere, evitando di scambiarci cibi e/o bevande. Soggiorneremo ai piedi della cascata fino alle 14,30/15:00 questo per non affrontare il tratto in salita nelle ore più calde della giornata.

Come tutte le escursioni in forra, il tratto più faticoso è quello del ritorno in cui dovremo affrontare il dislivello in salita, con i tratti aperti in cui dovremo sopportare caldo e umidità.

Il percorso non presenta particolari difficoltà se non per la discesa su un terreno piuttosto sconnesso ed arido e quindi molto sdrucciolevole che potrebbe comportare qualche difficoltà. Il tratto in salita presenta un primo pezzo piuttosto impegnativo che dovremo affrontare con la massima calma ed attenzione senza correre, basterà salire molto lentamente effettuando diverse soste (ogni 20/30m di dislivello).

L’arrivo alle autovetture è previsto non oltre le 19.00.

Dai seguenti link potete consultare le tracce dei percorsi che effettueremo domenica:

 

Cenni Storici

Nel 1833 Ferdinando II di Borbone si reca in zona per inaugurare le nuove ferriere costruite sulle rovine delle Ferriere del Piano della Chiesa. L'area prenderà il nome in suo onore. Le ferriere sarebbero servite per produrre ghisa in supporto alle altre di Mongiana raggiungibili da un tratturo. La prima colata avverrà nell'altoforno Sant'Antonio ed il re alloggerà per poche ore negli appartamenti antistanti.

Successivamente vi costruirono la caserma, gli edifici residenziali e amministrativi, le scuderie e le stalle.

Con la nascita dello stato italiano il governo vende tutti gli stabilimenti siderurgici e i boschi del circondario ad un'asta vinta dall'ex garibaldino e poi parlamentare del nuovo regno Achille Fazzari nel 1874. Egli tentò di riattivare il centro siderurgico chiuso all'inizio del Regno d'Italia per motivi politici ma alla fine abbandonò i beni di Mongiana anche per l'assenza di aiuti da parte del governo e riconvertì tutto in un'azienda agricolo-pastorale. Si dedicò tuttavia alla zona della Ferdinandea dove vi era la produzione di acqua minerale, una piccola centrale idroelettrica (Centrale idroelettrica Ferdinandea usata poi nella seconda metà del '900 come cabina elettrica di supporto alla Centrale idroelettrica Marmarico), e segherie. Alla fine dell'Ottocento per volere di Fazzari furono anche costruite due tratte ferroviarie, delle quali una lunga 20 km partiva da località Cerasella, passando per Ferdinandea e arrivava nella frazione di Caulonia a Ziia.

Luogo interessante dal punto di vista dell'archeologia industriale. È un territorio infatti facente parte dell'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria per la presenza della ferriera (da restaurare) che lavorava il minerale estratto nelle miniere di Pazzano (dal monte Stella) per produrre ferro ed il neo-parco siderurgico sito in località "chiesa vecchia" inaugurato nel 2015 con i resti di una fornace, di una chiesa e del palazzo amministrativo. Sempre nell'area vi è ancora la presenza di tre piccole dighe: la diga Azzarera, la diga Giulia e la diga Ruggero nonché le condotte che convogliavano l'acqua verso le due piccole centrali idroelettriche (Marmarico e Guida) di Bivongi lungo il Folea più a valle.

 

L’escursione AdM è sempre una festa e la persona è al centro dell’attenzione nella cornice meravigliosa delle montagne calabresi.

 

Escursione aperta ai soli soci AdM.

 

Per associarsi è necessario provvedere alla compilazione del modulo (domanda_socio_AdM[1] (admcalabria.it)) che deve essere controfirmato da due già soci, aventi il ruolo di referenti e di presentanti del nuovo socio, e può essere inviato telematicamente alla mail dell’associazione o consegnato a mano agli Organizzatori dell’escursione.

Naturalmente, la richiesta di associazione deve essere accettata dal Consiglio Direttivo AdM.

 

E’ possibile provvedere al saldo di tale quota, brevi manu o anche tramite bonifico bancario ai seguenti riferimenti:

Conto Bancoposta IBAN IT32 Y076 0116 2000 0001 7599 879

Num. C/C: 17599879

Titolare: ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MONTAGNA


PS. Per chi non è socio, per partecipare è obbligatorio attivare la copertura assicurativa (costo 10 Euro, validità annuale, da erogare all'atto dell'escursione) fornendo preventivamente "nome, cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita" ai referenti dell'escursione.

 

Di seguito link utili all’escursionista:

Programma : http://www.admcalabria.it/images/2021/calendarioEscursioni2021.pdf

Vademecum  http://www.admcalabria.it/images/vademecum.pdf

 

N.B. l’escursione potrà essere oggetto di annullamento o variazioni, sia per la durata che per la distanza da percorrere, per cause non imputabili ai direttori di escursione ma dovute ad eventuali avverse condizioni meteo.

Cascate dell’Amendolea

Cari Amici della Montagna

Dopo la bellissima escursione che ci ha visto ammirare il tramonto all’ombra dei Pini Loricati, per la quali si ringrazia Nunzio e Maria Carmela, questa settimana, tempo permettendo, andremo a rinfrescarci un po' allo “Schicciu da Spana”. Questa escursione ricade nell’iniziativa “Trekking for serving” del caro amico Saverio Gerardis socio di SudTrek (ed anche FIE) per la quale è previsto un contributo di 5€, che sarà interamente devoluto dal “Kiwanis Club Apsias - Reggio Calabria”, in favore dei bimbi della “Casa Madre Domus Nazareth” e di “Special Olympics”.

Questa escursione non presenta particolari difficoltà, ma la prudenza è sempre richiesta quando si tratta percorsi come questo che si snodano lungo alvei fluviali, per chi vorrà potrà rinfrescarsi nelle “fredde” acque del Menta.

Si raccomanda la massima puntualità ed il rispetto degli orario di partenza (9,30 a Gambarie), mentre non è previsto un orario di fine perché ciò dipenderà da quanto vorremo sostare ai piedi della cascata.

 

Si segnala che è stato aperto un canale Telegram dell’associazione, a cui ci si può iscrivere utilizzando il seguente link: Telegram: Join Group Chat

L’escursione s’intende riservata ai soli soci.

 

Saluti
Il Direttivo

 

 

 

Domenica 1 Agosto 2021

Gambarie, 9:30

 

Note tecniche

Numero di partecipanti: 20

Tipo di percorso: asfalto, carrareccia, sentiero, ponti in legno

Lunghezza : 6-9 km

Dislivello: +/- 400-600 metri

Tempo di percorrenza: 6/7 h, rientro previsto entro le 19:00

Livello tecnico: E

Ritrovo: ore 9:30, Gambarie presso la fontana monumentale in Piazza Mangeruca

https://goo.gl/maps/kwQQL4t7bawmzK4P6

Luogo di Partenza dell’escursione (20/30 circa min per arrivarci, ci si arriva agevolmente):

https://goo.gl/maps/1TJoDr3dTyx4vvEV9

 

Situazione Covid-19, vedi regole aggiornate FIE.

  1. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3%20-%20%20Partecipanti.pdf
  2. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3.pdf

Vestizione: a strati. Pantaloni tecnici, maglietta interna in microfibra, maglietta esterna pile/micropile, guscio antivento e possibilmente impermeabile, cappellino, guanti, bastoncini da Trekking, occhiali, ghette, mantellina antipioggia, Costume da mare e Scarpette da scoglio, telo e/o accappatoio.

Scarpe: Trekking impermeabili (Obligatorie) (consigli: rigide, semirigide, ecc…)

Attrezzatura: bastoncini, lampada frontale, binocolo ecc.

Zaino: escursionistico obbligatorio, 30 L (consigliato).

Pranzo: a sacco,..

Alimentazione: es. alimenti pronti al consumo rapido, barrette energetiche, frutta disidratata, frutta secca e a guscio, 2 litri di acqua, tavoletta di cioccolata fondente, fette di pane già pronte con affettati, formaggi ecc., pezzetti di formaggio.

NON sono Presenti sorgenti d’acqua

Attenzione: non è possibile portare con sé animali domestici (NO CANI).

 

**Equipaggiarsi del ricambio di maglietta interna da sostituire se sudata.
Trasferimento sul posto: mediante autovetture private, possibilmente organizzate in gruppi di massimo 4 persone.

(Attenersi alle Disposizioni COVID)

Compilare e consegnare agli Organizzatori di Escursione la Manleva, di cui in allegato.

http://www.admcalabria.it/images/2020/MODULO%20DI%20AUTODICHIARAZIONE%20COVID%2019.pdf

 

Si raccomanda di prendere atto delle liberatorie e firmarle alla presenza degli Organizzatori di Escursione.

http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria.pdf

 

Liberatoria in caso di partecipazione all’escurisone di un minorenne.

http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria_minore.pdf

 

Accompagnatori di Escursione

Rosa Libera Pellicori

Saverio Gerardis

Daniel Gullì

 


Prenotazioni
Daniel Gullì: tel. 3480762498


Termine prenotazioni venerdì 30 luglio ore 18.00.



Descrizione

A questo link potete trovare tutte le altre iniziative del Trekking for Serving...” del Kiwanis Club Apsias - Reggio Calabria per il mese di Agosto/Settembre:

Trekking for Serving

Effettueremo un percorso “back and forth” cioè ritorneremo dallo stesso sentiero che abbiamo percorso all’andata, il percorso si svilupperà nella parte finale lungo il torrente Menta.

Dopo esserci riuniti al punto d’incontro entro le 9:30 e controllato che tutti i partecipanti siano dotati delle apposite attrezzature per l’escursione: Scarpe da trekking, costume da bagno e scarpe da scoglio ed un telo o un accappatoio. Ci dirigeremo al punto di partenza dell’escursione, tale scelta è stata fatta perché il segnale telefonico lassù potrebbe non essere stabile/presente.

La distanza che è stata indicata nella scheda descrittiva è variabili in relazione a dove lasceremo l’automobile, poiché se posteggeremo nei pressi della diga allora effettueremo 9 Km con un dislivello di 600m circa altrimenti se saremo più fortunati e troveremo posteggio nel piccolo parcheggio più a valle effettueremo solo 6 Km con un dislivello di 400m.

Dopo aver posteggiato le autovetture ed effettuato un breve “briefing” iniziale. Incominceremo la discesa che ci porterà tramite una vecchia carrareccia ad arrivare al punto panoramico in cui vedremo le cascate in tutta la loro bellezza e maestosità con i diversi salti e le grandi pozze in ogni salto. Fatte le rituali foto per immortalare questo momento incominceremo la nostra discesa fino ad incontrare il corso del torrente.

Giunti al torrente avremo due possibili scelte chi vorrà fare il bagno potrebbe risalire il torrente per incominciare a prendere confidenza con le fredde acque del Menta (tra le più “gelide” dell’Aspromonte). In alternativa, si può percorrere un percorso “piedi “quasi” asciutti” che costeggia il torrente e che grazie a due “semplici” attraversamenti dovrebbe assicurarci di arrivare (“quasi” asciutti) alla pozza d’acqua alla base della cascata. Giunti alla base della cascata chi vorrà potrà far il bagno nelle fredde acque del Menta, si consiglia di entrare molto lentamente per prendere confidenza con l’acqua. Ovviamente è importate indossare il costume e delle scarpe da scoglio oltre ad aver con se un telo/accappatoio per asciugarsi in un secondo momento.

Rimarremo alla base della cascata per un tempo più o meno lungo per consentire a tutti di godere di questo bel momento ed asciugarsi per poi consumare il proprio pranzo. Nel pomeriggio, dopo che saranno trascorse le ore più calde (direi intorno le15:00) incominceremo il percorso di ritorno che sarà piuttosto impegnativo visto il dislivello di quasi 300m in poco più di 1 km. Affronteremo questo primo pezzo piuttosto impegnativo con la massima calma ed attenzione senza correre.

Dopo esser nuovamente giunti al punto panoramico effettueremo una breve sosta per riprenderci dalla salita e potremmo effettuare qualche scatto anche se la cascata dovrebbe essere già in ombra.

Giunti alle autovetture se tutto il gruppo sarà d’accordo ed ovviamente l’ora lo consentirà sulla strada del ritorno effettueremo una sosta. Le autovetture le lasceremo in un ampio posteggio nell’erba e da lì inizieremo un percorso che tra andata e ritorno e di circa 2km che ci porterà ad ammirare le “piccole” Cascate dei Tre Limiti. Il dislivello di questo secondo percorso e di circa 100m.

Il percorso non presenta particolari difficoltà se non per la discesa su un terreno piuttosto secco ed arido e quindi molto sdrucciolevole che potrebbe comportare qualche difficoltà. Anche se le maggiori asperità le affronteremo lungo il percorso di ritorno dove l’elevato dislivello in poco più di 1 km ed il sole/caldo e l’umidità che arriverà dall’acqua del torrente potrebbero comportare alcune difficoltà, basterà salire molto lentamente effettuando diverse soste (senza correre). Chi pensa di effettuare la risalita del torrente deve ovviamente spogliarsi ed indossare il costume ma soprattutto essere munito delle scarpe da scoglio poiché quelle da trekking sott’acqua non fanno alcuna presa ed a piedi scalzi non si può camminare senza farsi del male.

Nel complesso l’escursione non è previsto un orario preciso per il termine dell’escursione, ma sicuramente verrà occupato l’intero arco della giornata per godere appieno della bellezza dei luoghi, dedicando ampio spazio ad attività ludico-ricreative come la fotografia. Si pensa di raggiungere le autovetture non oltre le 19.00.

La quota di partecipazione di 5 € sarà interamente devoluta ai service del Kiwanis Club Apsias - Reggio Calabria in favore dei bimbi della “Casa Madre Domus Nazareth” e di “Special Olympics”.

La “Casa Madre Domus Nazareth” è una Casa Famiglia della congregazione delle Figlie di Maria SS. Corredentrice che accoglie bambini e ragazze madri a Reggio Calabria.

“Special Olympics” è un’organizzazione internazionale che utilizza lo Sport come mezzo per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità intellettiva, favorendone una piena integrazione nella società.

Dai seguenti link potete consultare le tracce dei percorsi che effettueremo domenica:

 

L’escursione AdM è sempre una festa e la persona è al centro dell’attenzione nella cornice meravigliosa delle montagne calabresi.

 

Escursione aperta ai soli soci AdM.

 

Per associarsi è necessario provvedere alla compilazione del modulo (domanda_socio_AdM[1] (admcalabria.it)) che deve essere controfirmato da due già soci, aventi il ruolo di referenti e di presentanti del nuovo socio, e può essere inviato telematicamente alla mail dell’associazione o consegnato a mano agli Organizzatori dell’escursione.

Naturalmente, la richiesta di associazione deve essere accettata dal Consiglio Direttivo AdM.

 

E’ possibile provvedere al saldo di tale quota, brevi manu o anche tramite bonifico bancario ai seguenti riferimenti:

Conto Bancoposta IBAN IT32 Y076 0116 2000 0001 7599 879

Num. C/C: 17599879

Titolare: ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MONTAGNA


PS. Per chi non è socio, per partecipare è obbligatorio attivare la copertura assicurativa (costo 10 Euro, validità annuale, da erogare all'atto dell'escursione) fornendo preventivamente "nome, cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita" ai referenti dell'escursione.

 

Di seguito link utili all’escursionista:

Programma : http://www.admcalabria.it/images/2021/calendarioEscursioni2021.pdf

Vademecum  http://www.admcalabria.it/images/vademecum.pdf

 

N.B. l’escursione potrà essere oggetto di annullamento o variazioni, sia per la durata che per la distanza da percorrere, per cause non imputabili ai direttori di escursione ma dovute ad eventuali avverse condizioni meteo.

 

AREA GRECANICA E BORGHI ABBANDONATI

(Bova superiore – Roghudi vecchio – Africo vecchio – Casalnuovo)

2 – 3 ottobre 2021

Escursione riservata ai soli soci AdM

 

Carissimi,

Nel weekend del 2-3 ottobre è prevista una bellissima escursione nell’area grecanica, organizzata dai nostri soci Giuseppe Frisini e Lorena Fabiano. Al fine di consentire agli organizzatori di effettuare le prenotazioni nelle strutture che ci ospiteranno, si prega di confermare la propria partecipazione entro il 6 settembre.

Si segnala che è stato aperto un canale Telegram dell’associazione, a cui ci si può iscrivere utilizzando il seguente link: Telegram: Join Group Chat

L’escursione s’intende riservata ai soli soci.

Vi aspettiamo.

Il Direttivo

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DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA

Il programma prevede un fine settimana da trascorrere assieme alla scoperta dell’affascinante Area grecanica e del selvaggio Aspromonte, facendo base a Bova superiore, caratteristico borgo inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Il primo giorno, dopo l’arrivo dei partecipanti in tarda mattinata a Bova superiore, sarà dedicato alla scoperta di Roghudi vecchio, paese fantasma abbarbicato su un costone roccioso affacciato sulla fiumara dell’Amendolea, abbandonato a causa di pesanti alluvioni verificatesi nei primi anni settanta, ed entrato a far parte di quella moltitudine di “borghi fantasma” del Sud Italia.

Il tardo pomeriggio sarà invece dedicato alla scoperta dell’antico borgo di Bova superiore, assoluto gioiello etno-architettonico di arte bizantina, normanna e medioevale, e capitale culturale della Bovesìa, l’area grecanica in provincia di Reggio Calabria.

Il secondo giorno sarà interamente dedicato ad una bellissima, e lunga, escursione nel cuore dell’Aspromonte, alla scoperta prima di Africo Vecchio, per poi raggiungere, dopo aver percorso un lungo ed agevole sentiero, l’altro borgo di Casalnuovo (frazione di Africo), entrambi paesi fantasma abbandonati da decenni a seguito di alluvioni verificatesi negli anni cinquanta.

La partenza per il rientro è prevista per le ore 17 circa della domenica.

Considerato lo stato delle strade da percorrere il giorno di sabato lungo il tratto Bova superiore-Roghudi vecchio, ed il giorno di domenica lungo il tratto Bova superiore direzione di avvicinamento ad Africo vecchio, è consigliato l’utilizzo di autovetture non basse o comunque di autovetture in grado di percorrere per qualche chilometro, anche lentamente, strade tortuose caratterizzate dal cattivo stato del manto stradale.

Escursione riservata ai soli soci dell’Associazione, e fino ad un massimo di 20 partecipanti (incluso gli organizzatori).

Il costo per persona è pari ad € 50/€ 60, e comprende pernottamento e cena per il giorno di sabato e prima colazione per la mattina di domenica. Sarà a carico dei partecipanti il pranzo a sacco previsto per i giorni di sabato e di domenica.

Il pernottamento per il giorno di sabato è previsto in uno dei due Bed & Breakfast (i cui relativi siti web sono di seguito riportati), ubicati nel centro storico di Bova superiore, per un totale di circa venti posti letto disponibili, con sistemazione in camere doppie (ed un paio di camere triple), tutte dotate all’interno di bagno e doccia.

Bed & Breakfast Stin Platìa

https://www.stinplatia.com/

 

Bed & Breakfast Kalos

https://www.airbnb.it/rooms/43869012?source_impression_id=p3_1628878787_su%2BjEBiwbpgbzqsL&guests=1&adults=1

La cena di sabato è prevista nell’Agriturismo Kalos Jero, raggiungibile a piedi dal centro storico di Bova superiore.

Organizzatori del programma: Giuseppe Frisini e Lorena Fabiano

Accompagnatori di Escursione di sabato e domenica:

Giuseppe Frisini,

Lorena Fabiano

 

Prenotazioni: Giuseppe Frisini, da comunicare a mezzo telefono (cell. 347/3657382) oppure all’indirizzo email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Termine prenotazioni: entro lunedì 6 settembre.

Al fine di consentire agli Organizzatori di prenotare nei tempi richiesti i pochi alloggi disponibili a Bova superiore, è infatti necessario acquisire, con congruo anticipo, la disponibilità dei partecipanti interessati al programma proposto.

Le prenotazioni si intendono effettuate a seguito di pagamento dell’acconto, corrispondente ad € 30 per persona (il saldo sarà corrisposto in contanti agli Organizzatori al termine della cena di sabato), da effettuarsi sulle coordinate bancarie di seguito indicate, e da comunicare all’indirizzo email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

Banca Unicredit

Codice Iban: IT57Z0200804404000004022943

Titolare: Giuseppe Frisini

Causale: Partecipazione escursione AdM 2-3 ottobre (acconto) - Nome e cognome dei partecipanti

 

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Sabato 2 ottobre 2021

(Bova superiore – Roghudi Vecchio)

Incontro dei partecipanti alle ore 12,00 nella piazza principale di Bova superiore (Piazza Roma), posta ad un’altitudine di circa 850 metri.

https://www.google.it/maps/dir/Bova,+89033+RC/37.9942164,15.9328877/@37.9941807,15.9329131,21z/data=!4m9!4m8!1m5!1m1!1s0x1314f1990a1138af:0x7ef58af6539bf592!2m2!1d15.9288912!2d37.9951517!1m0!3e0

Dopo una breve pausa, partenza del gruppo alla scoperta di Roghudi vecchio, piccolo paese fantasma di origine greche, raggiungibile in circa 45 minuti di auto lungo una strada molto panoramica che  - dopo aver attraversato prima il suggestivo passo della Zita a circa 1.000 metri di altitudine e successivamente i Campi di Bova posti ad un’altitudine di poco superiore - inizia a scendere lungo un tratto più tortuoso e meno comodo, anche per via delle condizioni del manto stradale da percorrere lentamente.

Poco prima di arrivare a destinazione, lungo la strada che un tempo valicava l’Aspromonte e percorsa nel 1915 da Norman Douglas lungo il viaggio da Delianuova a Bova, faremo una breve sosta per ammirare, in prossimità del tratto stradale, due caratteristiche formazioni geologiche che sembrano stare a guardia dell’intera vallata, ed a cui sono legate antichissime leggende: la Rocca del Drago e le Caldaie del latte.

La prima rappresenta un enorme monolite di epoca preistorica adagiato in perfetto equilibrio su un piedistallo di roccia, con incisi, su un fianco, due cerchi che alludono a grandi occhi; secondo la mitologia, sotto questa roccia viveva un drago che custodiva un tesoro inestimabile, donato solo a chi avesse sacrificato un neonato, un capretto ed un gatto nero.

Poco più giù le Caldaie del Latte, per le quali la tradizione popolare racconta che queste sette rocce sferiche, molto simili alla forma delle pentole in cui si bolliva il latte (“a cardara”), servissero come nutrimento del drago.

Si riprende quindi il tratto stradale in discesa, con splendidi punti panoramici sull’ampia fiumara dell’Amendolea, e dopo circa 15 minuti di auto si giunge a Roghudi vecchio (posto ad un’altitudine di circa 500 metri s.l.m.), dove le autovetture verranno comodamente parcheggiate in uno ampio piazzale.

Da qui inizieremo una piacevole passeggiata, una passeggiata quasi irreale ed in un silenzio assordante, nel cuore del borgo, autentico paese fantasma arroccato su uno sperone roccioso, assaporando la vera essenza di questo luogo magico, quasi malinconico, che, con in lontananza il rumore dello scorrere della fiumara, ancora respira e racconta la vita dei suoi abitanti. Un tuffo nel passato recente che ancora è possibile ammirare attraverso l’uscio di qualche abitazione, diroccata ed a strapiombo, abbandonata in fretta, dove le cose di tutti i giorni impolverate, ed ancora al proprio posto, ci caleranno in atmosfere d’altri tempi.

Il punto centrale del borgo è la sua chiesetta dedicata a San Nicola posta al centro del paese, dove un pergolato di vite ci accoglierà in un’atmosfera particolare e dove verrà consumata la breve pausa pranzo con colazione al sacco.

Dopo aver visitato la parte sommitale del borgo provvederemo a ridiscenderlo lentamente attraversando stretti vicoli e scalinate, fino a raggiungere la fiumara Amendolea per poi risalire poco più a monte zigzagando tra gli stretti sentieri che si inerpicano sul costone del promontorio. L’itinerario che attraversa il borgo disabitato fino a giungere sulla fiumara, per poi risalire al punto di partenza, risulta agevole, copre un lieve dislivello, e misura una lunghezza di circa due-tre chilometri da coprire in circa un’ora e mezzo di lento cammino, per cui i partecipanti potranno indossare un abbigliamento sportivo e non necessariamente di trekking.

Di seguito alcuni brevi cenni geografici e storici del paese.

L’antico borgo ellenofono di Roghudi, il cui nome deriva dal greco “rogòdes“, pieno di crepacci o da “rhekhodes“, aspro, è posto, ad un’altitudine di circa 500 metri, su un enorme dente di roccia di particolare fascino, posto al centro dell’immenso cuore della fiumara Amendolea, in un territorio alquanto accidentato e caratterizzato da una continua altalena di monti in grado di regalare panorami eccezionali, di boschi di alberi secolari, profonde gole, dirupi e limpidi torrenti dalla carica particolarmente suggestiva.

Nel 1971 Roghudi contava una popolazione residente di circa 1.600 persone, ma essendo stato edificato su uno sperone di roccia ed in una delle zone più piovose della Calabria, veniva spesse volte colpito da eventi alluvionali estremi, fino ad arrivare a quello del 1971, che in due giorni fece precipitare sulla zona l’equivalente della pioggia che normalmente cadeva in un anno. L’eccezionale evento rese il paese isolato per diverso tempo, provocò diversi morti e dispersi, e rese inagibili diverse abitazioni; nello stesso anno, il sindaco del paese firmò l’ordinanza con la quale imponeva lo sgombero di tutte le famiglie presenti e dell’intera popolazione che, negli anni successivi, venne delocalizzata nell’odierna Roghudi (Roghudi nuova), in un territorio posto a ridosso del mare, lungo la strada statale 106 ionica, nei pressi del comune di Melito Porto Salvo, ad una distanza dal borgo originario di diverse decine di chilometri, rappresentando ciò uno sradicamento traumatico dell’intera popolazione dai propri luoghi di montagna.

L’alluvione del 1971 cacciò via i pastori e i contadini grecanici che l’abitavano da secoli, facendo di Roghudi il simbolo della geografia di abbandoni che caratterizza oggi l’Aspromonte.

Alcuni irriducibili, per lo più anziani legati a doppio filo al loro territorio, ignorarono l’ordinanza del sindaco e continuarono a vivere con estremi disaggi nella loro borgata, ma dovettero cedere di nuovo alla forza della natura che si ripresentò in modo ancora più violento nel dicembre del 1973; da allora a Roghudi venne annoverato il triste titolo di città fantasma.

Una piccola curiosità del luogo: ai muri esterni delle abitazioni venivano fissati grossi chiodi a cui venivano legate delle corde, all’altro capo delle funi venivano legati i bambini per le caviglie. Questa che può sembrare una pratica barbara era invece resa necessaria per evitare che gli stessi cadessero dagli altissimi dirupi presenti in ogni dove e, si narra, venne adottata dopo la morte di alcuni bambini.

Alcuni giurano che recandosi in quei luoghi, di notte, si possono sentire ancora i loro lamenti salire dai dirupi verso il paese, ma questa è solo leggenda… forse.

Ripartiti dal borgo di Roghudi vecchio verso le ore 16, rientreremo a Bova superiore seguendo il tratto stradale percorso all’andata ed una volta arrivati provvederemo a prendere possesso degli alloggi per poi dedicare il pomeriggio, in massima libertà, alla visita del borgo, uno dei più importanti centri grecanici della regione, caratterizzato da un centro storico arroccato posto su un declivio, e ricco di viuzze, piccoli slarghi, palazzi signorili, portici e suggestive viste sulla costa. Si potranno ammirare la Cattedrale di Santa Maria dell'Isodia, una delle più antiche della Calabria, la Chiesa di S. Leo, ed il Castello Normanno, il quale, anche se danneggiato, si erge su una strategica posizione dalla quale è possibile ammirare l'intera zona circostante, la costa ionica, ed in lontananza anche l'Etna nelle giornate di cielo sereno.

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DOMENICA 3 ottobre 2021

(AFRICO VECCHIO - CASALNUOVO)

 

Note tecniche

Numero di partecipanti massimo: escursione riservata ai soli soci dell’Associazione, e fino ad un massimo di 20 partecipanti (incluso gli organizzatori)

Tipo di percorso: percorso in linea attraversocarrarecce, sentieri in bosco e sterrate

Quota di partenza: 980 m. di altitudine

Quota minima: 570 m. di altitudine

Quota massima: 980 m. di altitudine

Dislivello in salita: 1.000 metri

Lunghezza: 19 km

Tempo di percorrenza: 7-8 ore circa

Livello tecnico: E. Il percorso è impegnativo per la lunghezza prevista, anche se agevole e comunque adatto a chiunque sia sufficientemente allenato.

Fonti d’acqua: NESSUNA FONTE D’ACQUA


Ritrovo: 

Bova superiore, Piazza Roma, ore 8,30

https://www.google.it/maps/dir/Bova,+89033+RC/37.9942164,15.9328877/@37.9941807,15.9329131,21z/data=!4m9!4m8!1m5!1m1!1s0x1314f1990a1138af:0x7ef58af6539bf592!2m2!1d15.9288912!2d37.9951517!1m0!3e0

Accompagnatori di Escursione:

Giuseppe Frisini

Lorena Fabiano

 

Prenotazioni: Giuseppe Frisini (cell. 347/3657382)

 

Descrizione del percorso

L’escursione si sviluppa in un’area dell’Aspromonte tra le più belle e ricche sul piano ambientale e paesaggistico, e si snoda in uno scenario selvaggio di montagne, fitta vegetazione, dirupi e torrenti.

Dopo il ritrovo del gruppo nella piazza centrale di Bova superiore, si intraprende inizialmente la strada panoramica già percorsa il giorno precedente, e dopo circa 30 minuti di auto (15 km.), parte rilevante percorsa su strada asfaltata e per un breve tratto di circa 3 km. su strada sterrata da percorrere lentamente, si giunge a Villaggio Carrà, isolato e piccolo villaggio di qualche abitazione posto ad un’altitudine di circa 900 metri.

Posteggiate le auto, da qui ha inizio l’escursione a piedi su sentiero in linea ben tracciato che viene inizialmente percorso in lieve discesa su un’ampia carrareccia, fino a giungere, dopo circa 3,5 km., nell’affascinante borgo abbandonato di Africo vecchio, posto ad un’altitudine di circa 700 metri.

Africo vecchio è oggi un paese fantasma, circondato da querce e castagni, che è stato abbandonato dopo l’alluvione del 1951, ma che da sempre ha vissuto un atavico isolamento; delle case antiche fatte in pietra sono rimasti un insieme di ruderi che si fondono con la fitta vegetazione, eppure camminando nel borgo sembra di vedere i suoi abitanti.

Tra la chiesa e la scuola dedicata a Zanotti Bianco, patriota, ambientalista e politico che proprio di Africo aveva parlato nei suoi racconti, sembra ancora di vedere le massaie, i contadini a lavoro e di sentire le voci dei bambini tra le viuzze.

Il nome Africo deriva dal greco apricos o dal latino apricus, che significa arioso e soleggiato, proprio per la sua incantevole posizione, ma che paradossalmente però è stato abbandonato a causa di una terribile alluvione avvenuta nel mese di ottobre del 1951 (e poi un’altra nel 1953), che misero a dura prova sia Africo che la frazione vicina, Casalnuovo, avviando un’emigrazione verso il mare così come tanti altri piccoli paesi dell’entroterra calabrese che sono stati spazzati via dagli eventi naturali: gli abitanti dei due centri semidistrutti furono evacuati e dopo alloggi di fortuna e varie vicissitudini, molti furono trasferiti in un nuovo centro creato ad hoc, Africo nuovo, sul litorale jonico. Decisione che non mise d’accordo tutti; lo stesso Zanotti Bianco sosteneva che riportare gli abitanti in terre pressoché isolate, non poteva essere la base per il progresso. Le sue obiezioni, come quelle di tanti altri, rimasero inascoltate, ed oggi il silenzio di questo borgo rappresenta, in un certo senso, un’ennesima sconfitta per le popolazioni che sono state spossessate dei propri luoghi d’origine e delle proprie terre faticosamente coltivate nell’arco di molte generazioni.

In quella piazzetta antistante la Chiesa di San Salvatore, posta al centro del paese, un tempo però c’era la vita e un certo senso di accoglienza in quello che è stato definito come “il più isolato paese dell’Aspromonte, “il paese della perduta gente”, “il paese più disgraziato e più infelice d’Italia” dove neanche lo spirito meridionalista di Zanotti Bianco aveva potuto far nulla.

Dopo aver visitato il borgo di Africo vecchio, si riprende lo stretto sentiero in discesa, tra felci, querce e fitta vegetazione, fino a giungere, dopo poco più di 1 km., in prossimità di un torrente che scorre nel Vallone Casalnuovo, e che è possibile attraversare direttamente a piedi, o ancor di più attraversando un grazioso ponte tibetano agevolmente percorribile.

Inizia quindi il bellissimo sentiero, su ampia carrareccia in piacevole salita percorsa tra alberi di castagno, fino a giungere, dopo circa 5 km. di cammino, e dopo aver oltrepassato il piccolo cimitero posto lungo il tracciato, nell’altro paese abbandonato di Casalnuovo, frazione di Africo, posto sopra una rupe ad un’altitudine di circa 800 metri.

Dopo aver visitato il borgo abbandonato e consumata la pausa pranzo con colazione al sacco, si riprende il sentiero percorso all’andata, la cui unica difficoltà è rappresentata dalla salita, a tratti faticosa, che dal ponte tibetano porta all’abitato di Africo vecchio.

Da qui si continua lungo la carrareccia fino a giungere al punto di partenza dell’escursione presso il Villaggio Carrà.

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Situazione Covid-19, vedi regole aggiornate FIE.

  1. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3%20-%20%20Partecipanti.pdf
  2. http://www.admcalabria.it/images/2020/LINEE%20GUIDA%20FIE.3.pdf

 

Vestizione: a strati. Pantaloni tecnici, maglietta interna in microfibra, maglietta esterna tecnica e sintetica, guscio antivento e possibilmente impermeabile, cappellino, crema solare, bastoncini da trekking, occhiali, mantellina antipioggia.

Scarpe: trekking impermeabili.

Attrezzatura: macchina fotografica, lampada frontale, binocolo ecc.

Zaino: escursionistico obbligatorio.

Pranzo: a sacco

Alimentazione: alimenti pronti al consumo rapido, barrette energetiche, frutta disidratata, frutta secca e a guscio, 2 litri di acqua, tavoletta di cioccolata fondente, fette di pane già pronte con affettati, formaggi ecc., pezzetti di formaggio.

Assenza di sorgenti lungo il percorso.

Equipaggiarsi del ricambio di maglietta interna da sostituire se sudata.

Trasferimento sul posto: mediante autovetture private, possibilmente organizzate in gruppi di massimo 3 persone (attenersi alle Disposizioni COVID).


L’escursione AdM è sempre una festa e la persona è al centro dell’attenzione nella cornice meravigliosa delle montagne calabresi.

 

Compilare e consegnare agli Organizzatori di Escursione la Manleva, di cui in allegato
http://www.admcalabria.it/images/2020/MODULO%20DI%20AUTODICHIARAZIONE%20COVID%2019.pdf

 

Si raccomanda di prendere atto delle liberatorie che devono essere firmate alla presenza degli Organizzatori di Escursione.

http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria.pdf

Liberatoria in caso di partecipazione all’escursione di un minorenne.
http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria_minore.pdf

 

Per associarsi è necessario provvedere alla compilazione del modulo (domanda_socio_AdM[1] (admcalabria.it)) che deve essere controfirmato da due già soci, aventi il ruolo di referenti e di presentanti del nuovo socio, e può essere inviato telematicamente alla mail dell’associazione o consegnato a mano agli Organizzatori dell’escursione.
Naturalmente, la richiesta di associazione deve essere accettata dal Consiglio Direttivo AdM.
 
E’ possibile provvedere al saldo di tale quota, brevi manu o anche tramite bonifico bancario ai seguenti riferimenti:

Conto Bancoposta IBAN IT32 Y076 0116 2000 0001 7599 879

Num. C/C: 17599879

Titolare: ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MONTAGNA


Di seguito link utili all’escursionista:

Programma:  http://www.admcalabria.it/images/2021/calendarioEscursioni2021.pdf
Vademecum: http://www.admcalabria.it/images/vademecum.pdf


N.B. L’escursione potrà essere oggetto di annullamento o variazioni, sia per la durata che per la distanza da percorrere, per cause non imputabili ai direttori di escursione ma dovute ad eventuali avverse condizioni meteo.

 

Tramonto su Serra di Crispo

Escursione aperta a tutti

Carissimi e affezionatissimi Amici della Montagna,

dopo che il maltempo ci ha costretti ad annullare la bella escursione prevista sul monte Gariglione, che speriamo di recuperare nelle prossime settimane, abbiamo pensato di approfittare della luna piena per proporre un’escursione per noi del tutto inedita, che ci porterà ad ammirare le meraviglie di Serra di Crispo e del Giardino degli dei al tramonto, con successivo rientro attraverso il Piani del Pollino illuminati dalla luna.

Sicuramente l’escursione è resa particolarmente suggestiva dalla passeggiata in notturna, ma anche più difficoltosa dovendo camminare alla luce delle lampade frontali.


Si segnala che è stato aperto un canale Telegram dell’associazione, a cui ci si può iscrivere utilizzando il seguente link: Telegram: Join Group Chat

Saluti
Il Direttivo
 

Note tecniche
Numero di partecipanti: 30
Tipo di percorso: carrareccia + sentiero
Codice del sentiero: -
Lunghezza: 12 km A/R
Dislivello: 540 m.

Tempo di percorrenza: 7/8 h,
Livello tecnico: EE 
Ritrovo: ore 15:00, Uscita autostradale Campotenese.
  
Situazione Covid-19, vedi regole aggiornate FIE.

  1. Microsoft Word - LINEE GUIDA FIE.2 - Partecipanti - (admcalabria.it)
  2. Microsoft Word - LINEE GUIDA FIE.2 (admcalabria.it)

Vestizione: a strati. Pantaloni tecnici, maglietta interna in microfibra, maglietta esterna pile/micropile, guscio antivento e possibilmente impermeabile, cappellino, guanti, bastoncini da Trekking, occhiali, mantellina antipioggia.
Scarpe: Trekking impermeabili (OBBLIGATORIE
Attrezzatura bastoncini, lampada frontale (OBBLIGATORIA), atterie di riserva, binocolo ecc.
Zaino: escursionistico obbligatorio, 30 L (consigliato).
Pranzo: a sacco.
Alimentazione: es. alimenti pronti al consumo rapido, barrette energetiche, frutta disidratata, frutta secca e a guscio, 1 litro di acqua, tavoletta di cioccolata fondente, fette di pane già pronte con affettati, formaggi ecc., pezzetti di formaggio.
Indicazione di sorgenti lungo il percorso: no

**Equipaggiarsi del ricambio di maglietta interna da sostituire se sudata.

(Attenersi alle Disposizioni COVID)
Compilare e consegnare agli Organizzatori di Escursione la Manleva, di cui in allegato.
http://www.admcalabria.it/images/2020/MODULO%20DI%20AUTODICHIARAZIONE%20COVID%2019.pdf
 
Si raccomanda di prendere atto delle liberatorie e firmarle alla presenza degli Organizzatori di Escursione.
http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria.pdf
 
Liberatoria in caso di partecipazione all’escursione di un minorenne.
http://www.admcalabria.it/images/2021/liberatoria_minore.pdf
 
Organizzatore di Escursione
Nunzio Servidio

Prenotazioni
Nunzio Servidio  tel. +39 347 6001581

Maria Carmela Servidio  tel. +39 389 4776852


Accompagnatori:

Nunzio Servidio
Maria Carmela Servidio

Termine prenotazioni Venerdì, giorno 23 luglio 2021 ore 12:00

Descrizione Escursione
Il percorso proposto ci consentirà di raggiungere l’area di Serra di Crispo e del magnifico Giardino degli Dei in tarda serata, e dopo aver ammirato il tramonto dalla cima si procederà sotto la luce della luna attraverso i magici scenari dei piani del Pollino.

La partenza sarà da Colle dell’Impiso si raggiungeranno i piani di Toscano, passando dai piani di Vacquarro. Ci muoveremo verso la grande porta del Pollino, da cui si raggiungerà poco prima del tramonto la cima di Serra di Crispo in modo da ammirare i suoi spettacolari pini loricati alla luce del crepuscolo.

Successivamente, torneremo sempre attraverso i piani di Toscano; da qui, seguendo la strada carrabile, giungerà i piani di Vacquarro.

Il percorso si snoda su sentiero, fuori sentiero, carrareccia.

Principale difficoltà del percorso risiederà nel muoversi alla luce delle lampade frontali durante il rientro, inoltre si devono trascurare le temperature “piuttosto” basse che dovremmo affrontare durante il percorso di ritorno verso le auto.


 
L’escursione AdM è sempre una festa e la persona è al centro dell’attenzione nella cornice meravigliosa delle montagne calabresi.

Per associarsi è necessario provvedere alla compilazione del modulo (http://www.admcalabria.it/images/domanda_socio_AdM.pdf) che deve essere controfirmato da due già soci, aventi il ruolo di referenti e di presentanti del nuovo socio, e può essere inviato telematicamente alla mail dell’associazione o consegnato a mano agli Organizzatori dell’escursione.
Naturalmente, la richiesta di associazione deve essere accettata dal Consiglio Direttivo AdM.
 
E’ possibile provvedere al saldo di tale quota, brevi manu o anche tramite bonifico bancario ai seguenti riferimenti:
Conto Bancoposta IBAN IT32 Y076 0116 2000 0001 7599 879
Num. C/C: 17599879
Titolare: ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MONTAGNA

Di seguito link utili all’escursionista:
Programma : http://www.admcalabria.it/images/2021/calendarioEscursioni2021.pdf
Vademecum  http://www.admcalabria.it/images/vademecum.pdf
 
N.B. l’escursione potrà essere oggetto di annullamento o variazioni, sia per la durata che per la distanza da percorrere, per cause non imputabili ai direttori di escursione ma dovute ad eventuali avverse condizioni meteo.

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