14 APRILE ACQUAFORMOSA

 ACQUAFORMOSA - SANTA MARIA DEL MMONTE - COZZO DEL LEPRE - PIANO DI CAMPOLONGO
Ritrovo alle ore 9,00 nella Piazza centrale di Acquaformosa con la nostra guida il socio Vincenzo Maratea. Dal centro abitato di Acquaformosa si prosegue in auto in direzione della Madonna del Monte. Dopo circa 5 km di strada asfaltata si lasciano le auto e si prosegue a piedi su una comoda sterrata che conduce in circa un'ora alla chiesetta. Da qui si prosegue verso Cozzo del Lepre passando davanti al mausoleo costruito in ricordo del pilota che qui si è schiantato col suo caccia militare nel 1982. Si ritorna indietro e passando nuovamente davanti alla chiesetta si prosegue per il pianoro di Campolongo di Lungro (tutta strada asfaltata, purtroppo). Pausa pranzo. Si ritorna indietro e si scende alle auto dal vecchio sentiero, se praticabile. Durante il ritorno faremo una visita al
Centro Rapaci ed infine alla Chiesa Madre ricca di affreschi ed icone in argento-oro e al centro storico con i suoi murales. In presenza di neve saranno necessarie le ciaspole.
Partenza alle 8.00 dallo svincolo A3 di Torano, per info scrivere a amicimontagna(chiocciola)libero.it

Acquaformosa (Firmoza in arbëresh) è un comune di 1.164 abitanti.

Il paese è collocato ad un'altitudine di 756 metri s.l.m. alle pendici del Cozzo del Lepre. Fa parte della minoranza linguistica arbëreshë, presente in tutto il territorio dell'Italia meridionale. La popolazione custodisce usi, costumi e tradizioni e conserva il rito greco-bizantino, soggetto alla giurisdizione ecclesiale dell'Eparchia di Lungro.

Si narra che la principessa Irene Kastriota, figlia dell'eroe Skanderberg, soggiornasse presso l'Abazia di Santa Maria dell'ordine cistercense, e una volta bevendo l'acqua della Badia, abbia esclamato "che acqua formosa" e che da allora il luogo abbia cambiato nome da Ariosa ad Acquaformosa.

 

Il Santuario Santa Maria del Monte si trova a 1423 metri sul livello del mare. Fu un luogo di silenzio, immerso nella natura, un approdo sicuro per chi aveva la necessità di fuggire dalla furia degli uomini e avvicinarsi a Dio.

La chiesa non ha una precisa data di costruzione, è probabile che il primo nucleo della struttura sia stato edificato tra il IX e XI secolo. La testimonianza più antica narra dell’esistenza di un eremo costituito da una sola stanza con un campanile di circa 4 metri di altezza. Inoltre l’architettura non ha una chiara collocazione stilistica, risulta semplice e allo stesso tempo severa. Con il passare del tempo la chiesa è stata restaurata e manomessa da maestranze locali.

La leggenda racconta che un pastorello abbia trovato, nei pressi dell’attuale santuario, in un crepaccio apertosi per la caduta di un fulmine, il busto della Madonna che allatta il Bambino.

La chiesa conserva, la statua della Madonna che allatta il Bambino ed un affresco su un altare laterale raffigurante S. Anna. L’altare maggiore sembra essere in stile barocco.

La prima domenica di Maggio e di Luglio si svolge una processione che si snoda dal Santuario al luogo di ritrovamento della statua.

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