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12. Terreno e tecnica È la ricchezza delle forme a dare al paesaggio montano un fascino particolare, l'insieme di monti soavi e cime selvagge, di zone desolate e vegetazione rigogliosa, di minerali cristallini e rocce calcaree, oltre che ovviamente alla ricchezza di flora e fauna. Quanto sono monotone le escursioni svolte per larghi vie e sentieri sempre uguali. I passaggi in roccia, i pendii erbosi e boschivi, i campi detritici, i labirinti di blocchi rocciosi ed i nevai creano quella ricca variabilità, che pone l'alpinismo al di sopra di ogni attività sportiva. L'attività fisica in montagna, è per chi vive in città (e non solo), di grande importanza: si può finalmente mettere sotto prova di sforzo il cuore, i polmoni ed muscoli in maniera sana, finalmente mangiare, bere e la sera godersi da "veri stanchi". Come altre attività sportive anche l'alpinismo richiede la giusta disposizione fisica, la relativa tecnica e sintonia di movimento. Da buoni cittadini civilizzati abbiamo perso ampiamente il senso del movimento naturale e dobbiamo di nuovo riacquistarlo con consapevolezza. C'è chi rimane principiante per tutta la vita perché non in possesso di quel passo sicuro necessario. Mentre un esperto non si riconosce soltanto dalla sua tecnica ma soprattutto dalla sua sicurezza sul terreno ripido. A volte è un vero piacere osservare un esperto, con quale sicurezza e leggerezza si muove e supera una discesa in forte pendenza. Sembra un gioco. Provando però di persona, tutta l'agevolezza svanisce, manca appunto la tecnica necessaria. - Passo sicuro Soltanto con l'acquisizione di un passo sicuro si può godere pienamente della gioia e dell'entusiasmo che l'escursionismo regala a quanti lo praticano. Solamente la sicurezza protegge dalle cadute. La sicurezza di passo è caratterizzata dall'appoggio assolutamente sicuro del piede camminando su terreno accidentato. L'escursionista veramente sicuro di passo si muove sui pendii erbosi, neve, ghiaia, detriti, sul bagnato, neve fresca, terreno ghiacciato con la stessa naturalezza di una persona normale che passeggia in pianura. Il pericolo e la sicurezza in montagna dipendono in gran parte dall'esperienza. Se un escursionista si trova in una situazione scomoda o pericolosa, le due seguenti riflessioni dovrebbero per lui risultare assolutamente ovvie: a) come mai ha potuto verificarsi una tale situazione? b) cosa posso fare per evitare che si ripeta? c) l'unica risposta valida è bisogna allenarsi per imparare- - Breve lezione di cammino e giusto movimento - Anche se di volta in volta erba, detriti, roccia, ecc. richiedono tecniche particolari esiste una regola fondamentale sempre valida che va osservata nelle scalate e su terreno ghiacciato. Il corpo rimane sempre in posizione eretta, il centro di gravità verticale sui piedi, le suole delle scarpe fin quando è possibile completamente appoggiate al suolo. Non ci deve essere mai un inclinarsi verso il monte altrimenti svanisce la superficie d'attrito e i piedi scivolano via. Questo portamento fondamentale si può benissimo sperimentare in una cava di ghiaia. - In ascesa, il corpo rimane sempre in posizione eretta, viene però leggermente inclinato in avanti. Per ogni singolo passo si deve sempre investire lo stesso sforzo, per questo i passi in pianura sono sempre più lunghi che non sul terreno ripido. Sul terreno scosceso del resto, si sale a zig-zag risparmiando energia anche senza sentiero. - In discesa, il corpo rimane sempre eretto, mai piegarlo indietro, piuttosto leggermente in avanti, premendo di poco in avanti le ginocchia. Importante: il peso va spostato con ogni passo sulla gamba anteriore, in modo che il punto di gravità resti sempre verticale sopra il piede gravato. Volendo si può usare un bastoncino cosa che non rappresenta un rimedio miracoloso. Sempre in discesa, in presenza di piccoli gradini questi, si possono superare con un balzo, oppure aiutandosi anche nell'appoggiare una mano per terra quando il gradino supera il metro di altezza, con l'accortezza, che toccando terra bisogna piegare leggermente le ginocchia per ammortizzare il salto. Traversata (muoversi su di un costone per vie orizzontali o quasi). Nel compiere questo spostamento, la posizione eretta del corpo è il principio fondamentale. Le suole rimangono possibilmente a lungo in attrito con il terreno, bisogna premere sui bordi delle scarpe solo nel caso di estrema inclinazione del terreno. Si evita cosi che inclinando il corpo verso il monte, l'attrito necessario sulla base vada perso e il piede inferiore scivoli via. - Discesa su campo nevato. Nella posizione base, si premono le ginocchia leggermente in avanti, il busto rimane eretto ed è lievemente inclinato verso la discesa. Le suole si appoggiano piatte sulla neve, il tallone di un piede sta vicino alla punta dell'altro. La velocità si regola a seconda, premendo più o meno con il tacco della scarpa anteriore, cosa che si raggiunge spostando il peso sull'uno o l'altro piede. Quando la velocità diventa eccessiva, ci si volta subito con il viso verso il monte e si preme sulla punta dei piedi, le braccia e le gambe sono leggermente allargate. Buona camminata!
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ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MONTAGNA
87043 Bisignano
(CS)