11. In montagna con i bambini

A volte per i bambini, una gita di fine settimana in montagna o un viaggio di vacanza, possono rappresentare solo un obbligo noioso. Manifestano così il loro malcontento con capricci e stanchezza, con una svogliatezza che costringe ad un continuo incitamento. I genitori non sanno come reagire, se non con un continuo esortare e gridare; i bambini a loro volta reagiscono piangendo. Il loro comportamento non ha niente a che fare con ingratitudine o disobbedienza. È inutile cercare la causa del disaccordo nel bambino. Sarebbe sinceramente meglio chiedersi se la meta di una gita e il suo svolgimento, scelta dai grandi, corrispondono effettivamente ai desideri dei bambini. Molti genitori considerano una breve escursione, apparentemente facile per gli adulti, un'ideale gita anche per i loro bambini. In realtà i desideri divergono parecchio. I grandi vogliono assolutamente stancarsi a furia di camminare, vogliono raggiungere cime (?), scalare pareti (?), ammirare il panorama; per i bambini invece il posto ideale è là dove si può giocare, basta un torrente o piccole rocce per arrampicarsi.

- I bambini piccoli – Le persone ambiziose, vedono spesso e volentieri, nel loro rampollo un futuro Reinhold Messner e così lo costringono a scalare possibilmente presto grandi cime, creando nel bambino solo un'avversione per la montagna. Raggiungere una cima, arrampicarsi su una parete rocciosa o ammirare il panorama non è il traguardo ideale per i bambini. Anche in montagna, essi non vogliono rinunciare alle attività di gioco. Le montagne offrono tante possibilità in questo campo, qui i bambini si divertono da soli, essi sono instancabili nei loro giochi. Se poi nello "zaino" ci sono sorprese luculliane i bambini saranno ancora più felici.

- I bambini grandi – La maggior parte dei ragazzi, abituati dai propri genitori ad andare in montagna, acquisiscono dopo un po' il sottile piacere che si prova nella "scoperta" di un sentiero e nella conquista di una cima. Partecipano così con grande entusiasmo alla programmazione di un'escursione. Strada facendo sono loro a prendere sempre più spesso l'iniziativa, a volte precedono il gruppo, per dimostrare che sono in grado di raggiungere la meta oppure tentano la conquista di una cima supplementare. Agli adulti il difficile compito di non frenare il loro slancio, invitandoli comunque al rispetto delle regole comuni che la montagna per "sua natura" impone.

- Bambini a casa – Molti genitori proteggono i loro figli con grande scrupolo e si danno da fare per tenerli lontano da ogni pericolo. In montagna raddoppiano addirittura le loro premure. Questi genitori dimostrano un grande amore per i loro piccoli, tuttavia rendono loro e a se stessi, un pessimo servizio, ostacolando cosi lo svilupparsi della sicurezza e dell'indipendenza. Si deve sottolineare che queste due qualità sono estremamente importanti specialmente in montagna. Solo chi impara per tempo a badare a se stesso, riuscirà a lungo andare a schivare i pericoli e rendersi immune da infortuni di montagna. L'insegnamento dell'indipendenza è parte fondamentale dell'educazione moderna. Non è necessario condurre continuamente per mano i bambini mettendoli in guardia contro ogni piccolo pericolo esclamando p.es. << attenzione, c'è una buca! >>, o altre frasi del genere. È anche sbagliato far vedere ai bambini piccoli certi esercizi; è molto meglio partecipare ai loro giochi. I piccoli osservano i grandi con sorprendente attenzione, copiano i movimenti e li traducono anche nella forma che meglio si addice alle loro capacità. Cade così la sensazione dell'obbligo e tutte e due le parti sono soddisfatte.

- In escursione con i bambini – Quando nel gruppo ci sono bambini, in tutti i casi sono da evitare lunghe camminate monotone. Le escursioni devono essere varie e magari riservare qualche ghiottoneria. Per i bambini, anche un breve tragitto diventa troppo lungo, anche il camminare regolare, che a volte il percorso richiede, a loro non piace. I bambini non solo fanno i capricci e restano sempre più indietro, ma dimostrano presto segni di stanchezza che solitamente non hanno. È assolutamente sbagliato voler costringere i bambini durante le soste a starsene seduti. Loro non sono fisicamente stanchi, a loro manca solo l'impulso e l'avventura. I genitori più premurosi, metteranno sempre nello zaino qualche piccola sorpresa. Un mini-zaino, un cappellino da montagna, una picozza ed ecco che il bambino si sente già un grande alpinista e con ciò camminerà, magari solo temporaneamente con più entusiasmo. Anche il gioco della guida alpina è un trucco per far camminare i bambini svogliati. Un ragazzo imita una guida, tutti gli altri devono seguirlo, anche se astutamente percorre un sentiero più lungo con la scusa di raggiungere una sorgente. Diversi problemi si risolvono meglio se i genitori conoscono la zona dove si svolge l'escursione. Sui vari particolari si può discutere prima a casa e sollevare così l'interesse. Essendo conoscitore della zona, si deve essere in grado di trasmettere in prima linea calma e sicurezza, che per il benessere psichico del bambino sono importantissimi. Per quanto riguarda le possibilità di gioco la natura mette a disposizione tutta se stessa, sta nell'abilità dei grandi liberare la fantasia per soddisfare il desiderio dei piccoli.

 

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